Frankfurter Tageszeitung - Bardem premio alla Carriera alla Festa di Roma, 'il cinema ha il potere di unirci'

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Bardem premio alla Carriera alla Festa di Roma, 'il cinema ha il potere di unirci'
Bardem premio alla Carriera alla Festa di Roma, 'il cinema ha il potere di unirci'

Bardem premio alla Carriera alla Festa di Roma, 'il cinema ha il potere di unirci'

'Quando rinunciamo alle responsabilità di cittadini arrivano Mussolini, Hitler, Netanyahu'

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(di Francesca Pierleoni) L'amore per Roma e il cinema italiano (da Fellini a Sorrentino, che gli ha consegnato il riconoscimento), ma anche l'importanza di non abbandonare le nostra responsabilità di cittadini, per scongiurare il rischio che vadano al potere personaggi "contro i diritti umani". Sono fra i temi che Javier Bardem, ha toccato alla Festa del cinema di Roma, fra tappeto rosso e sala Sinopoli all'Auditorium Parco della Musica, dov'è arrivato per ricevere il premio alla carriera, in occasione della presentazione di L'essere amato, il film di Rodrigo Sorogoyen, già in gara a Cannes. Ai giornalisti che gli chiedevano sul red carpet, tra la folla e un nugolo di telecamere, cosa amasse della capitale lui ha risposto: "Cosa posso dirti di Roma che non sia già stato detto? Poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso il significato di Roma molto meglio di quanto potrei mai fare io in tutta la mia vita. La sua bellezza rappresenta le cose straordinarie che possiamo fare quando usiamo la nostra immaginazione per creare qualcosa di buono". Tuttavia "poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali. Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu". Tornando alla settima arte, l'interprete di Non è un paese per vecchi, ha detto che il suo film italiano preferito è "Otto e mezzo. Lo rivedo film ogni anno. E ogni volta c'è qualcosa di nuovo". Per Bardem "il cinema è importante perché ci offre un modo per connetterci sempre di più gli uni con gli altri". Quello che viviamo secondo lui, è un "tempo di disconnessione, nel quale sentiamo di essere in contatto gli uni con gli altri, ma siamo distanti. Creiamo bunker intorno a noi, perdendo i contatti gli uni con gli altri". invece con il cinema "ci si siede in una stanza buia con i propri amici, i propri nemici, e si vive, non solo si osserva, ma si vive un'esperienza emotiva, un viaggio. È una cosa meravigliosa". A chi gli chiede se vorrebbe lavorare con un regista italiano, lui risponde sorridendo: " certo, chi non vorrebbe?". Il tema torna anche in sala con Paolo Sorrentino, nell'introdurlo al pubblico: "Siamo tutti molto felici e onorati di premiare un attore meraviglioso - dice il regista con accanto la direttrice artistica della Festa, Paola Malanga e il presidente della Fondazione Cinema per Roma Savatore Nastasi -. Ogni volta che lo incontro mi dice 'dobbiamo fare un film insieme' il che probabilmente non è vero, però questa battuta la recita in maniera così bella e appassionata che io sono felice e ci credo". L'attore spagnolo ricambia la stima: "uno dei film che più mi ha segnato - dice emozionato dopo aver ricevuto il riconoscimento - è stata La grande bellezza". Lui crede che "i premi debbano essere ricevuti, apprezzati, celebrati e poi dimenticati. Così possiamo continuare ad andare avanti e a crescere e, soprattutto, onorare e meritare il posto che gli altri, che voi, che mi date. Spero quindi di poter continuare a onorarlo con il mio lavoro futuro e che voi continuiate ad apprezzarlo". In 'L'essere amato', proiettato dopo la premiazione (uscirà in Italia il 12 novembre con Movies Inspired), Bardem interpreta un famoso regista che decide di affidare la parte di protagonista del suo nuovo lungometraggio alla figlia attrice (Victoria Luengo) con cui i rapporti da anni sono difficili. L'attore parlandone alla platea, prima di scendere dal palco, lo definisce "un film bellissimo, profondo, coraggioso".

J.Hoffmann--FFMTZ