Frankfurter Tageszeitung - De Cataldo, 'Romanzo Criminale in lirica è un sogno che si avvera'

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De Cataldo, 'Romanzo Criminale in lirica è un sogno che si avvera'
De Cataldo, 'Romanzo Criminale in lirica è un sogno che si avvera'

De Cataldo, 'Romanzo Criminale in lirica è un sogno che si avvera'

L'ex magistrato premiato a Capalbio, racconta anche il nuovo progetto su Matteotti

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(di Alessandra Magliaro) Magistrato, scrittore, sceneggiatore, infine drammaturgo: Giancarlo De Cataldo racconta da decenni la cronaca contemporanea intrecciandola al potere e alla criminalità. Questa sua linea creativa lo ha portato a successi come Romanzo Criminale e Suburra, per citarne due tra i più noti, e lo ha portato con la stessa coerenza a scrivere sul risorgimento nell'angolatura speciale di Noi Credevamo diretto da Mario Martone. E oggi "mi porta alla storia di Giacomo Matteotti, al progetto cinematografico scritto con Mimmo Rafele e Nicola Ravera Rafele per Gianni Amelio - racconta all'ANSA De Cataldo, premiato al Capalbio Film Festival di Steve Della Casa e Daniele Orazi - I tempi? Non ne ho idea, il bello e il brutto dello scrittore è che il suo compito finisce con la scrittura, non si occupa degli aspetti produttivi e non mi sembra un tema facilissimo". È in libreria intanto con l'ultimo giallo con protagonista il personaggio di Manrico Spinori, detto il Contino, investigatore affascinante, di origini nobili, con una squadra di sole donne, Delitto in cornice, il settimo romanzo di questa serie best seller per Einaudi. Andrà avanti? "Manrico Spinori tornerà ma sto finendo di scrivere un nuovo romanzo, una cosa diversa". Spinori è un accanito melomane e qui il collegamento con l'ex magistrato è chiaro, essendo diventato anche lui un grande amante del genere. "Da dieci anni mi occupo molto di opera lirica, è diventata una grande passione e ora sto per coronare un sogno: Romanzo Criminale in opera lirica. Debutta il 23 ottobre al Maggio musicale fiorentino e poi sarà all'Auditorium a Roma nel 27. L'opera ha le musiche e la direzione di Nicola Piovani, il libretto mio e la regia di Massimo Popolizio, cosa chiedere di più? Quella di Romanzo Criminale - sottolinea De Cataldo - è un'avventura che non vuole finire, manca solo il graphic novel da affrontare". E così dopo il romanzo best seller pubblicato nel 2002, ispirato alla vera storia della banda della Magliana, che opera in Italia a Roma a partire dalla fine degli anni settanta, il film di Michele Placido del 2005 con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria e la geniale intuizione di Riccardo Tozzi di Cattleya di farne una serie che ha contribuito al lancio di Sky in Italia e ha segnato il primo momento di riscatto della serialità contemporanea italiana rispetto ai successi americani, lanciando una nuova generazione di attori come Alessandro Roja, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari e altri diretti da Stefano Sollima, ora la scommessa della versione opera lirica. "Sono assolutamente entusiasta, emozionato e immensamente felice di questo progetto. Sapere che ora dal mio lavoro nasca addirittura un'opera lirica per me è una vera conquista. Romanzo criminale è un romanzo popolare di genere che è diventato un romanzo monumentale nel corso del tempo". Da autore a 360 gradi cosa pensa del dibattito sull'intelligenza artificiale? E' catastrofista o realista? "Sono molto preoccupato, soprattutto perchè se ne stanno preoccupando loro, i big dell'AI. Ero un grande appassionato di fantascienza, dagli anni '50 nell'immaginario fantascientifico americano c'è lo scenario della macchina che si ribella e da allora la cosa mi inquieta". Invece da ex magistrato e autore pensa che rispetto ai suoi inizi sia cambiato qualcosa ora che i grandi processi sono così mediatici, come quello di Garlasco ad esempio? "Molto è cambiato nel rapporto con gli spettatori e i lettori che oggi esigono una qualità di scrittura diversa, non si può più improvvisare, c'è una cresciuta conoscenza, consapevolezza, quindi anche per chi scrive il contemporaneo è faticosissimo. E poi c'è tutto un discorso da tenere presente sull'uso politico della cronaca nera che è veramente massiccio da noi".

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Q.Frank--FFMTZ