Aghion, 'il Pil non è un fine in sé, non misura la qualità della vita'
'Che ci siano dei ricchi non è un problema, l'importante è che non ci siano poveri'
"Il Pil non è un fine in sé: cerchiamo la crescita della qualità della vita, e molte cose il Pil non le cattura". Lo ha affermato l'economista premio Nobel, Philippe Aghion, in un'intervista video proiettata al Festival nazionale dell'Economia civile. "Conta soprattutto la mobilità sociale", ha detto, perché "che ci siano dei ricchi non è un problema, l'importante è che non ci siano poveri. Mi indigna la povertà, insieme all'assenza di mobilità sociale. Questa è in genere correlata alla disuguaglianza complessiva". Aghion ha osservato che "per certi tumori, per esempio, prima si operava sistematicamente e oggi si prendono pillole: è un miglioramento meraviglioso che nel Pil non compare. Ma il Pil resta utile: i soldi non fanno la felicità ma possono contribuirvi. In Francia, con mezzo punto di crescita in più, potremmo fare molte cose: un sistema sanitario migliore, o la flexsecurity, che costa molto e bisogna poter pagare". A giudizio dell'economista "ci sono rendite buone e cattive" perché ad esempio "se innovi, devo permetterti di diventare ricco", ma è negativo usare "quella ricchezza per impedire ad altri talenti di emergere", come in "paesi in cui le imprese consolidate sono in collusione con il governo: comprano i ministri e chiedono di non far entrare i nuovi".
J.Hoffmann--FFMTZ