Brasile, Moraes conferma i domiciliari di Bolsonaro per motivi di salute
Il giudice della Corte suprema mantiene l'ex presidente detenuto nel suo appartamento
Il ministro Alexandre de Moraes, del Supremo tribunale federale (Stf) del Brasile, ha confermato la detenzione domiciliare "per motivi umanitari" dell'ex presidente Jair Bolsonaro (2019-2022). La decisione è stata firmata oggi, dopo la richiesta della difesa di proroga della misura. Bolsonaro si trova agli arresti domiciliari dal 27 marzo, disposti per motivi di salute dopo un ricovero per una broncopolmonite batterica. Il termine iniziale di 90 giorni era scaduto il 25 giugno ma nelle ultime settimane la difesa ha segnalato un peggioramento delle condizioni, con crisi di singhiozzo e nuovi accertamenti medici. Nel periodo di detenzione domiciliare, l'ex presidente, condannato con decisione non unanime dalla Prima sezione della Corte suprema lo scorso anno a 27 anni per tentato colpo di Stato, è rimasto sottoposto a restrizioni severe, tra cui il divieto di utilizzare telefoni cellulari o altri mezzi di comunicazione, anche indiretti, senza autorizzazione giudiziaria. Secondo i rapporti della polizia militare del Distretto federale non risultano violazioni delle misure. Bolsonaro ha ricevuto visite limitate ai familiari autorizzati e a personale medico e di assistenza. L'ex presidente vive con la moglie e la figlia minore, mentre altri ingressi nell'abitazione sono stati regolati dal giudice.
C.Herrmann--FFMTZ