Frankfurter Tageszeitung - Confindustria: l'export resiste e cambia geografia. L'Asia traina, Europa ferma

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Confindustria: l'export resiste e cambia geografia. L'Asia traina, Europa ferma
Confindustria: l'export resiste e cambia geografia. L'Asia traina, Europa ferma

Confindustria: l'export resiste e cambia geografia. L'Asia traina, Europa ferma

Per il Made in Italy nuove rotte: è più concentrato, mostra capacità di tenuta

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Nella geografia degli scambi commerciali "il mondo cambia rotta": nei primi sei mesi del 2026 "il 90% della crescita dell'export mondiale è stato generato dall'Asia, mentre il contributo dell'Europa è risultato sostanzialmente nullo". L'Italia "resiste ma con un export più concentrato: mostra una significativa capacità di tenuta. Nel 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 3,3% ma l'incremento è stato sostenuto soprattutto da pochi mercati e comparti". E' il quadro delineato dal centro studi di Confindustria con il rapporto 'Export italiano tra fratture e nuove rotte'. Con "lo shock" dei dazi Usa "si registra un calo fino al 9% dell'export italiano in nove mesi" ma è "più che compensato da un aumento nei settori esenti". Mentre si aprono "nuove opportunità" legate agli accordi commerciale dell'Europa con il Mercosur (con Confindustria l'Italia è stata nei giorni scorsi il primo Paese a portare le imprese in missione in Argentina e Brasile) e con l'India. Ed anche quella verso i Paesi del Golfo "sta diventando una rotta sempre più importante" per l'Italia. "Il commercio mondiale continua a crescere nonostante guerre, dazi e fratture geopolitiche ma sta cambiando profondamente geografia", rilevano gli economisti del centro studi di viale dell'Astronomia, diretto da Alessandro Fontana: "Nel 2025 il valore dei beni scambiati nel mondo ha raggiunto un nuovo record, oltre 26 mila miliardi di dollari, pari al 22,4% del Pil mondiale. Il quadro internazionale mostra una crescente divergenza tra le principali aree economiche: gli Stati Uniti continuano a rappresentare il principale motore della domanda e delle importazioni, la Cina quello della produzione e dell'export, mentre il baricentro della crescita si sposta progressivamente verso Asia, India, Asean, America Latina e, in prospettiva, Africa subsahariana".

V.Lange--FFMTZ